La pausa sull’Etna è durata poco più di 24 ore. La colata sembrava finita: alimentazione ai minimi e tremore vulcanico tornato a livelli medio bassi. E invece nella giornata di domenica si è avuta certezza che un nuovo trabocco lavico è in corso dalla stessa bocca. Lo spettacolare fenomeno è destinato ad attirare ancora migliaia di appassionati. “È normale ed è pure giusto – commenta Alessandro Bonforte, ricercatore dell’Ingv di Catania – io ho trasformato una passione in un lavoro. Comprendo la curiosità di chi vive in questo territorio di accostarsi a uno spettacolo raro”.
La gran parte dei gruppi che ha raggiunto il fronte del fuoco, ormai a quota 1.800 metri oltre la pista alto montana, lo ha fatto accompagnata da una guida vulcanologica, come caldamente consigliato dalle istituzioni. Qualcuno però arriva con vestiti ed equipaggiamento non idoneo, costringendo i soccorritori a ripetuti interventi. C’è anche chi ha portato la salsiccia per arrostirla direttamente sulla lava, video diventato virale, nonostante le ordinanze dei vari sindaci competenti per territorio impongano di stare lontani dai 300 ai 500 metri. Divieti impossibili da fare rispettare.
In generale chi si avvicina troppo a questa colata corre un rischio ulteriore rispetto a quelli consueti legati al calore e ai gas: parliamo delle esplosioni idromagmatiche dovute al passaggio della lava sulla neve. “Magari non tutti sanno che la colata non scioglie necessariamente la neve – spiega Bonforte – ne scioglie qualche centimetro e continua a scorrere sul ghiaccio. Cede calore, si forma una crosta. Si possono creare delle sacche di acque che improvvisamente si vaporizzano creando esplosioni del tutto imprevedibili. Ed è pericoloso per alcune centinaia di metri intorno”.
Intanto, in vista di un ulteriore afflusso turistico nel weekend, ci sono novità sul fronte viabilità: la strada provinciale 92 sarà percorribile esclusivamente in salita, mentre quella per Milia di Ragalna, sarà utilizzata per la discesa per creare un anello a senso unico per evitare ingorghi come quelli di domenica scorsa. Attivi anche due cancelli di controllo per verificare l’obbligo di catene e gomme da neve o da fango: uno sulla strada Milia e l’altro sulla provinciale 92.